LE PERSONE PRIMA DELLE BOTTIGLIE

Le nostre cantine

Ogni bottiglia che vendiamo nasce da una persona che Maia conosce di persona. Non compriamo da cataloghi: scegliamo agricoltori che vinificano ancora a mano, in piccole quantità, come si faceva ottomila anni fa. Ecco chi sono.

Lagvinari

A Lagvinari il nome fa da programma: fondata dal dottor Eko Glonti, questa cantina biologica opera in diverse regioni vinicole della Georgia — Imereti, Kartli e Kakheti — collaborando a stretto contatto con viticoltori artigianali locali. I suoi vini, presenti nei menù di diversi ristoranti stellati Michelin, nascono da vitigni autoctoni e dalle antiche tecniche di fermentazione, conservazione e affinamento in qvevri: un metodo che l’UNESCO ha inserito nella Lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Una delle voci più riconosciute a livello internazionale del rinascimento del vino naturale georgiano.

Marani

Dietro le etichette Marani, prodotte dalla storica Cantina Telavi, lavora una squadra di enologi che unisce esperienza internazionale e radici locali: da Raphael Genot, consulente francese entrato in cantina nel 2005 e promotore di una gestione sempre più sostenibile dei vigneti di Kudigora, a Beqa Sozashvili, cresciuto professionalmente all’interno dell’azienda fino a diventare enologo capo. La filosofia della cantina è sperimentare — tecniche, tempi di macerazione, temperature — senza mai abbandonare i tradizionali qvevri di terracotta, dove nascono ancora oggi i vini migliori dell’azienda.

Nika Bakhia

Nel villaggio di Ananga, in Kakheti, Nika Bakhia — architetto e scultore di formazione — ha trasformato la passione per il vino in un mestiere, innamorandosi del qvevri al punto da fondare, nel 2006, l’Associazione Qvevri, che ha contribuito a far conoscere il movimento dei vini georgiani in anfora in tutto il mondo. Nello stesso anno nasce la sua cantina, oggi vicina di terra e di spirito a Our Wine, con cui condivide i principali cru — Tsarapi e Akhoebi — su 6-7 ettari di vitigni autoctoni: Saperavi, Rkatsiteli, Tavkveri, Khikhvi e Mtsvane. Nessun additivo chimico in vigna, solo energia umana e la forza dei cavalli. Molte etichette portano i nomi dei componenti della sua famiglia — Nika Saperavi, Dato Noha, Tariel Luna — un modo per firmare ogni vino come un pezzo unico.

BG Wines

Una storia che attraversa più di un secolo, tra Kakheti e memoria di famiglia: nasce con Giorgi Berikashvili, che a fine Ottocento pianta i primi vigneti seguendo i consigli del principe Vakhtang Vachnadze, tanto apprezzati da diventare proverbiali — “se volete bere i migliori vini georgiani, scegliete quelli di Gio”. La tradizione passa di generazione in generazione fino a oggi, quando l’azienda, ricostruita nel 1985, continua a coniugare le tecniche antiche del qvevri con quelle moderne sotto il nome BG Wines, esportando ormai in oltre dieci paesi nel mondo.

Juso's Wine

A Segarejo, nella regione vinicola di Kakheti, i fratelli Giorgi e Lesha Khvedelidze hanno ripreso nel 2017 la lunga tradizione di famiglia intitolando la cantina al nonno Juso, enologo che ha dedicato la vita alla produzione di vino di qualità. Il vigneto di famiglia, ormai sessantenne, si trova nel terroir di Kostapé, dove la confluenza dei fiumi Iori e Tvaltkhavi crea un microclima unico per Rkatsiteli, Kisi e Mtsvane. Diciassette qvevri, capacità totale di 18.000 litri, lavorazione interamente manuale: solo lieviti indigeni, pesticidi biologici, nessuna filtrazione — vini che riposano naturalmente anche in bottiglia.

Danieli

Terza generazione di viticoltori nel distretto di Akhmeta, villaggio di Argokhi: la famiglia Danieli coltiva i propri vigneti sulle dolci colline esposte a sud, ai piedi del Caucaso, in una delle zone più antiche per la coltivazione della vite in Kakheti. La filosofia della cantina è riscoprire, rispettare e valorizzare i vini georgiani, onorando il territorio con tecnologie moderne senza tradire la tradizione. Il Kisi è il loro fiore all’occhiello: un vitigno raro di cui la famiglia è orgogliosa di far conoscere il carattere al mondo.

Bimbili

A Racha, la famiglia Gurgenidze produce vino dal 1875 — cinque generazioni di storia — con il marchio Bimbili. La loro filosofia unisce i metodi tradizionali georgiani alle tecniche moderne per catturare l’essenza di un terroir unico, selezionando vitigni autoctoni quasi introvabili altrove: Aleksandrouli, Mujuretuli, Rachuli Tetra e Tsolikouri. Tradizione, qualità e territorio sono le tre parole che meglio raccontano questa cantina, custode di un patrimonio ampelografico che altrove è già andato perduto.

Dato's Wine

Dato’s Wine è il nome con cui è conosciuta la cantina familiare Kobidzeebis Marani, di Davit e Tariel Kobidze, nel villaggio di Erketi, comune di Chokhatauri, in Guria. La famiglia lavora varietà autoctone rare della Georgia occidentale — tra cui il raro Chkhaveri, coltivato anche su vecchie viti allevate con il tradizionale sistema maghlari — seguendo la vinificazione in qvevri. Un’attenzione particolare è dedicata alla conservazione del patrimonio viticolo locale, in una regione, la Guria, meno nota rispetto a Kakheti e Kartli ma custode di vitigni unici.

Oda Family

Oda Family Marani è il progetto di Keto Ninidze e Zaza Gagua, nato quando la coppia si è trasferita nella casa di famiglia a Martvili, in Samegrelo, e ha ricominciato a piantare vigne e vinificare Ojaleshi acquistato da piccoli produttori locali. La cantina lavora in qvevri sulle varietà autoctone della Georgia occidentale, dall’Ojaleshi ai blend più sperimentali come il Maro (Tsolikouri e Dzelshavi, quest’ultimo da Racha), che rende omaggio alla figura di Maro Makashvili, giovane eroina nazionale georgiana.

Martvilis Marani

Martvilis Marani è la cantina fondata nel 2012 da Zaza Gagua nel villaggio di Targameuli, comune di Martvili, in Samegrelo — la stessa zona d’origine di Oda Family (vedi scheda). La filosofia è quella della viticoltura biologica e della vinificazione tradizionale in qvevri, con un’attenzione particolare alla valorizzazione dei vitigni autoctoni della Georgia occidentale, a partire dall’Ojaleshi, coltivato direttamente nei vigneti di proprietà insieme ad altre varietà locali come Tsolikouri e Krakhuna.

Tbilvino

Nata nel 1962 come grande cantina statale, privatizzata nel 1999 dai fratelli Zurab e Giorgi Margvelashvili, Tbilvino è oggi il principale esportatore di vino della Georgia, con quasi il 95% della produzione destinata a oltre trenta paesi. Una realtà industriale che convive con il rispetto per la tradizione: accanto agli impianti moderni, un grande Marani a Kvareli custodisce l’antico metodo di fermentazione in qvevri, protetto dall’UNESCO. Tra le etichette più note, il Kindzmarauli amabile e vellutato e il Rkatsiteli Qvevris, orange wine dai profumi di fieno e scorza d’arancia.

Shumi

Fondata nel 1997 a Tsinandali, Shumi — “il vino migliore e autentico”, nell’antico georgiano — è stata tra le prime aziende private a guidare la rinascita del vino georgiano dopo l’era sovietica. Il suo simbolo è il Grifone, la creatura mitologica che avrebbe portato il primo grappolo d’uva all’umanità. Nel suo grande complesso enoturistico, che ospita il primo museo del vino della Georgia, cresce anche una delle più grandi collezioni ampelografiche al mondo: oltre 300 varietà autoctone salvate dall’estinzione. Tra le etichette, spicca la linea Iberiuli, con il suo Saperavi Qvevri denso e speziato.

Didgori

Nella regione di Racha-Lechkhumi, la nota viticoltrice Gela Kipiani ha rivitalizzato nel 2002 i vigneti di famiglia con l’obiettivo di riportare in vita l’uva Kabistoni, un tempo sull’orlo dell’estinzione. Oggi Giorgi Kipiani e il suo team coltivano personalmente tutte le uve, producendo vini in dodici qvevri e onorando, con i nomi delle etichette, la tradizione locale del canto polifonico georgiano. Una produzione piccola — poche centinaia di bottiglie — completamente naturale, senza prodotti chimici, solfiti o interventi artificiali.

Saakashvili

A Kvareli, lungo la valle protetta dal fiume Duruji, la famiglia dell’ex Presidente georgiano Mikheil Saakashvili produce vini premium che uniscono lo stile tradizionale in qvevri a quello europeo in botti di rovere francese. Il Saperavi Qvevri e il Mukuzani, rosso robusto dalle note di frutti neri e spezie, rappresentano il cuore della produzione, accanto a bianchi ambrati da Rkatsiteli e Mtsvane. Una cantina nata come progetto culturale per preservare la viticoltura di una delle zone più prestigiose del Kakheti.

Mosmieri

A Kisiskhevi, nella micro-zona di Tsinandali, Mosmieri — dall’antico georgiano, “amante del buon vino” — è il sogno realizzato dell’imprenditore tedesco Joerg Matthys: un vero e proprio castello enoturistico che unisce l’estetica delle tenute francesi al Marani tradizionale interrato. Quindici ettari di vigneto ai piedi del Grande Caucaso, affidati a enologi georgiani di razza come Goderzi Mamukelashvili, si dividono tra una linea classica europea affinata in rovere francese e una linea in qvevri, dove Rkatsiteli, Qisi e Mtsvane diventano amber wine complessi e speziati.

Bati Wine

Bati è una micro-cantina artigianale incastonata nel Kakheti, protetta dalle montagne del Caucaso. Qui il tempo sembra essersi fermato al rito ancestrale del qvevri: nessuna chimica in vigna, nessun additivo in cantina. La fermentazione e il lungo affinamento avvengono nelle grandi anfore di terracotta interrate nel Marani, la cantina tradizionale. I bianchi trascorrono mesi a contatto con bucce e raspi, diventando i celebri amber wine dal carattere tannico e aromatico unico.

Qveveriseuli

A Tbilisi, il giovane vignaiolo Giorgi Mkhatvrishvili guida Qvevriseuli — ufficialmente Mkhatvrishvili Family Cellar — il cui nome unisce la parola qvevri al suffisso georgiano che significa “nato dal qvevri”. Nessun lievito industriale, nessun additivo chimico, nessuna filtrazione: solo l’interazione tra terra caucasica, vitigno e la porosità della terracotta trattata con cera d’api. Le uve arrivano da terroir selezionati in Kakheti e Kartli, per una produzione “micro” di circa 7.000 bottiglie l’anno. Bianchi macerati come Rkatsiteli e Mtsvane, un intenso Saperavi e due Pét-Nat frizzanti completano una gamma minimalista molto amata dai giovani appassionati del vino naturale.

Beberi Wine Yard

In Kakheti, terra protetta dal Caucaso dove le uve accumulano zuccheri e polifenoli grazie a un microclima ideale, Beberi produce vino in lotti limitati, con raccolta manuale e pieno controllo di ogni fase. La filosofia della cantina unisce il patrimonio dei vitigni locali alla precisione delle tecniche moderne, per vini puliti, strutturati ed eleganti. Il Saperavi Premium, affinato con un tocco leggero di legno, è l’etichetta di punta: note di mora e prugna su un fondo caldo e speziato. Accanto a lui, Khikhvi e Kisi restituiscono la freschezza aromatica tipica del territorio.

Asadeli

Nella zona di Kvareli, cuore del Kakheti, la cantina Asadeli porta avanti una produzione familiare fedele al metodo del qvevri. Qui il Rkatsiteli riposa a lungo sulle bucce diventando un vino ambrato, minerale, dai tannini fini; il Saperavi matura in un rosso fitto, dal colore melograno intenso, aromi di frutta secca e spezie. Completano la gamma il Kisi, floreale e fruttato, e lo Chinebuli, bianco fresco con note di pera e pesca bianca.

Makashvili Wine Cellar

Durante la ristrutturazione della cantina Vaziani, nel 2012, gli operai hanno scoperto sottoterra circa duecento antichi qvevri: trentanove di questi, con oltre 120 anni di storia, sono stati recuperati intatti e hanno dato vita alla linea esclusiva Makashvili Wine Cellar, dedicata alla memoria della famiglia principesca Makashvili, risalente al Quattrocento. Da questi qvevri centenari nascono un Kisi macerato, ampio e gessoso, e un Saperavi monumentale dai sentori di confettura di mora, cuoio e tabacco dolce — prodotti in quantità limitate e numerate.

Twins Wine Cellar

A Napareuli, i fratelli gemelli Gia e Gela Gamtskitsulashvili hanno restaurato alla fine degli anni ’90 l’antico Marani settecentesco appartenuto ai loro antenati, diventando i primi in Georgia a imbottigliare e commercializzare su scala aziendale un vino in qvevri. Oggi la tenuta ospita anche l’unico museo al mondo dedicato interamente al qvevri, con un’anfora sezionata alta otto metri che si può visitare dall’interno. Centotrentacinque qvevri interrati, quindici ettari di vigneto: il loro Rkatsiteli Qvevri, ambrato e caldo, è nato dal soprannome “il sole in un bicchiere” dato dai primi clienti.

Ninos Marani

Nel villaggio di Tsitelkhevi, distretto di Baghdati, la famiglia dietro Nino’s Marani produce vino artigianale da molte generazioni, avviando solo dal 2018 un progetto moderno di imbottigliamento ed esportazione. A differenza dei vini carichi e tannici tipici del Kakheti, qui la filosofia esalta lo stile della Georgia occidentale: acidità vibrante, freschezza minerale, eleganza. Il Tsolikouri, etichetta simbolo della cantina, profuma di albicocca secca, pesca bianca e pompelmo; tra i rossi autoctoni spiccano l’Otskhanuri Sapere e il Dzelshavi.

Niamori

Fondata nel 2016 a Tbilisi da Giorgi Bochorishvili, Niamori — dal nome del bezoar, la capra selvatica simbolo delle montagne georgiane — reinventa il concetto di bottiglia di vino trasformandola in un oggetto da collezione, con incisioni artistiche fatte a mano direttamente sul vetro. Senza vigneti propri, seleziona le uve migliori dai viticoltori più fidati delle diverse micro-zone del paese: dal Saperavi ai bianchi macerati in qvevri come il pluripremiato Chinuri. Un progetto atipico, a metà tra la tradizione vinicola e l’arte della regalistica di lusso.

David Loladze

Nel piccolo borgo di Rokhi, a Baghdati (Imereti), la famiglia Loladze produce vino da quattro generazioni, dal 1900. David porta avanti la tradizione dei suoi avi coltivando le vigne in modo completamente biologico e vinificando ancora oggi con un torchio in legno di nocciolo appartenuto al bisnonno. Una produzione artigianale di poche migliaia di bottiglie l’anno, che lavora vitigni autoctoni come Tsolikouri, Aladasturi, Otskhanuri Sapere e Tsitska.

Gogushika Winery

Nel villaggio di Gulgula, in Kakheti, l’enologo Tengiz Chumbashvili ha riportato in vita un vigneto di famiglia dimenticato, ispirandosi ai ricordi del nonno che lo aveva lasciato incustodito trasferendosi in città negli anni ’70. Gogushika — nel dialetto locale, “giovane ragazza irrequieta” — nasce così da un gesto d’amore verso la memoria familiare. Dieci ettari coltivati secondo la filosofia naturale, lieviti indigeni, uve biologiche raccolte a mano e fermentate nel tradizionale qvevri: la prima vendemmia, nel 2019, è stata il coronamento di un lungo lavoro di recupero.

Baia's Wine

A Obcha, in Imereti, Baia Abuladze e i fratelli minori Gvantsa e Giorgi sono cresciuti osservando genitori e nonni dedicarsi alla vinificazione secondo la tradizione imeretica, dove solo il 5-10% delle bucce viene utilizzato in fermentazione. Dopo la laurea in agronomia, Baia ha scelto di tornare nella sua piccola città natale, dedicandosi alla promozione dei vini dell’Imereti e allo sviluppo della cantina di famiglia. Nel 2013, insieme alla sorella, ha iniziato a riscoprire le varietà d’uva più rare della Georgia occidentale, concentrandosi su tecniche di vinificazione biologica.

Vaziani

A Telavi, sulle fondamenta della storica Telavi Winery No. 1, Vaziani è una delle cantine più strutturate e tecnologicamente avanzate della Georgia, privatizzata e modernizzata nel 2012 con impianti italiani a circuito chiuso. Accanto alla produzione su grande scala convivono i qvevri storici ritrovati durante i lavori di ristrutturazione — la base della sua linea più preziosa, Makashvili Wine Cellar.

Our Wine (Soliko Tsaishvili)

Nel cuore della Georgia orientale, tra i villaggi di Kardanakhi e Bakurtsikhe, ai piedi del Caucaso, Our Wine nasce nel 2003 dall’amicizia di cinque amici e dal sogno di produrre vino secondo la tradizione vitivinicola georgiana. Sei ettari di vigneto tra i 300 e i 400 metri, viti tra i 15 e i 45 anni, in appezzamenti considerati fra i migliori terroir della zona. Dal 2009 le vigne sono condotte secondo i dettami dell’agricoltura biodinamica, con vitigni autoctoni bianchi Rkatsiteli e Mtsvane e il rosso Saperavi, vinificati con metodi ancestrali nei qvevri di terracotta interrati: circa 9.000 bottiglie l’anno.

Dimis Ferdobi

Nel villaggio di Kveda Dimi, distretto di Baghdati, la cantina della famiglia Chrelashvili fu fondata alla fine dell’Ottocento dal loro bisnonno. Il nome deriva dalla posizione del vigneto, coltivato sul pendio del villaggio di Dimi, dove le uve maturano immerse nell’energia solare prima di trasformarsi in vino conservato in anfore di vetro e terracotta. La famiglia coltiva Tsolikouri, Tsitska, Aladasturi, Sevlyani e Ojaleshi, con l’intenzione di recuperare presto anche Dzelshavi e Mgaloblishvili.

Rezo Getiashvili

Nel villaggio di Kachchhati, in Kakheti, la famiglia Gatiashvili produce vino fin dagli anni ’60. Il padre di Rezo, Oja, era enologo capo in una delle cantine fondate dai russi durante il regime sovietico; solo nel 2017 la famiglia ha deciso di ampliare l’attività e iniziare l’imbottigliamento in proprio. Durante gli scavi per l’ampliamento della cantina è stata ritrovata un’anfora di kavavari vecchia di mille anni — un segno che la famiglia ha interpretato come un invito a proseguire il proprio cammino. Oggi Sheniani produce circa 4.000 bottiglie l’anno da Saperavi, Ktsitli e Mtsavanna, con macerazione prolungata in anfore di kavavari.

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